a cura della redazione –

Finanziamento a tasso agevolato e contributo a fondo perduto per progetti di ricerca e sviluppo per la transizione ecologica e circolare, negli ambiti del Green New Deal italiano

Il Green Deal è un pacchetto di misure legislative e finanziarie adottato nel 2019 dalla Commissione europea, con l’obiettivo di rendere più sostenibili e meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini Ue. La missione principale è agire per limitare il surriscaldamento globale, per mantenerlo entro i limiti stabiliti dagli Accordi di Parigi del 2015.

A livello nazionale, il Mise a partire dal 17 novembre 2022 darà il via al Green New Deal italiano. Un insieme di misure atte a concedere agevolazioni e contributi a fondo perduto alle imprese, per sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione volti alla transizione ecologica e circolare. L’intervento fa parte del Fondo per la crescita sostenibile (FCS).

I soggetti beneficiari

Il beneficio è rivolto alle imprese di qualsiasi dimensione, in relazione ad attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca. I progetti possono essere presentati sia singolarmente che in forma congiunta, previa indicazione del soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00.

Spese ed interventi ammissibili

Gli obiettivi del bando, coerentemente al Green New Deal italiano sono:

  • Decarbonizzazione dell’economia;
  • Economia circolare;
  • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • Rigenerazione urbana
  • Turismo sostenibile;
  • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

In merito agli investimenti per l’industrializzazione, ammessi esclusivamente per le PMI, essi devono essere caratterizzati da  un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Inoltre, gli investimenti per l’industrializzazione possono essere ammessi insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato.

Gli interventi ammissibili devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  • Spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro;
  • Durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi;
  • Avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

Le spese previste dal decreto riguardano:

  •  Il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
  • Gli strumenti e le attrezzature;
  • I servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
  • Le spese generali relative al progetto;
  • I materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

Forma del finanziamento

I programmi di finanziamento presentati devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000,00  e non superiori a euro 40.000.000,00.

Vi sono due distinte procedure:

  • Procedura a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti;
  • Procedura negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Le agevolazioni possono essere di due tipi:

  • Finanziamenti agevolati del FRI (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca), accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 % e non superiore al 70 %.Il finanziamento agevolato può essere assistito da idonee garanzie ed è concesso a un tasso non inferiore allo 0,50 % nominale annuo.La durata del finanziamento può assumere un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto o programma e non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.
  • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al 15 % come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione. Pari al 10 % come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Le imprese possono presentare la domanda on line, a partire dal 17 novembre 2022, anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì. Dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

A partire dal 4 novembre 2022 sarà possibile avviare la procedura di precompilazione delle domande, creando un account attraverso l’apposita area riservata